anna non fa finta

Per ragazzi dai 9 ai 109 anni

INCIPIT

Ciao! Io sono Anna.

E tu chi sei? Sei una bambina come me, un bambino, o una persona grande che ama i bambini?

Chiunque tu sia, voglio prenderti per mano, e accompagnarti in un’estate che proprio non potrò dimenticare.

Quest’estate ho riso e pianto, mi sono spaventata tantissimo, ho avuto la luna storta e la voglia di conquistarla, la luna.  

E poi ho scoperto una cosa importante: se io non faccio finta, quelli che mi vogliono bene lo capiscono, e smettono di fare finta anche loro.

Che ne dici, partiamo?

ANNA INCONTRA SOGNO

Sono al mare, su un materassino che onde basse e lunghe muovono piano; passa un delfino, mi spruzza con i suoi tuffi, e poi si avvicina, appoggia il muso alla mia faccia… è umido questo strano bacio. Una sensazione così forte che mi fa aprire gli occhi. Non c’è più il delfino, è un altro naso umido a sfiorare la mia guancia. Balzo di colpo a sedere, e anche il naso balza indietro: è il naso nero di un cane spaventato.

Mi stropiccio gli occhi, gli chiedo: «Chi sei?».

È un bastardino magro, ha il pelo bianco con macchie rossicce, le orecchie lunghe (una bianca una marrone) e gli occhi dolci. È carino, vero? Ha fatto retromarcia di qualche passo e si è fermato a osservarmi, con il muso piegato da un lato.

«Be’, se non mi vuoi dire il tuo nome, te ne darò uno io. Vediamo… stavo sognando il mare, un delfino che mi baciava, e sei arrivato tu col tuo naso bagnato… ti piacerebbe chiamarti Sogno?».

Lui rizza le orecchie, muove la coda: forse gli piace il suo nuovo nome. 

«Dai Sogno, vieni qui. Non ti faccio niente». 

Mi sa che vorrebbe venire, ma ha paura e non si muove.

Mi alzo, lentamente cerco di avvicinarmi a lui, ma Sogno scappa a gambe levate, e sparisce tra gli alberi.

IL MIO SOGNO NEL FIUME


E adesso è arrivato luglio. Hai presente quando fa così caldo che l’aria ti pesa addosso come una coperta invisibile? Ecco, oggi è un pomeriggio proprio così.
Io e Sogno abbiamo fatto una corsa sul prato, sotto un sole che martellava sulla testa, e siamo senza fiato. Sono sudata fradicia, i miei riccioli sono bagnati come i rami del salice, e lui è lì fermo che mi guarda e ansima, con la lingua penzoloni.  
«Sogno, che ne dici, ci rinfreschiamo?».
Mi siedo su un masso liscio e umido sulla riva del fiume, all’ombra delle acacie, con i piedi nell’acqua fresca che gorgoglia tra i sassi; Sogno mi viene vicino, allunga il collo per bere. È un attimo: lo vedo scivolare e finire nell’acqua. Guaisce, agita le zampe per tornare a riva, ma non ce la fa e i gorghi lo trascinato via.
Scatto in piedi, vorrei buttarmi in acqua ma non sono capace di nuotare, non posso fare niente per aiutare Sogno. Urlo: «AIUTO!», con tutta la mia voce.
Lui se ne va, portato dalla corrente, mentre lo seguo correndo sulla riva. Gli grido: «Dai Sogno vieni da me, nuota, non mollare, puoi farcela!». Le spine dei rovi graffiano le mie gambe, ma non mi importa, non sento nient’altro che la paura di perdere Sogno, e corro corro corro… Lui cerca di stare a galla, ce la mette tutta, la sua testa sparisce e riemerge, e ogni volta che l’acqua lo inghiotte resta sotto più a lungo. «AIUTO! SALVATE IL MIO CANE!» continuo a urlare, ma la mia voce si perde in un mondo deserto.  
A un certo punto un groviglio di rami che arrivano fino all’acqua mi impedisce il passaggio, blocca la mia corsa, perdo di vista Sogno. Devo risalire l’argine, oltrepassare l’ostacolo, per ridiscendere poi fino alla sponda. Ma quando senza fiato raggiungo la riva non vedo più il mio cane.
Puoi credermi, non ho mai avuto così tanta paura. Fisso l’acqua che corre, ho la faccia inondata di lacrime, e tra i singhiozzi la mia voce diventa una specie di cantilena: «Sogno non puoi lasciarmi. Sogno vieni da me. Sogno… Sogno…».
Accovacciata sulla riva del fiume non ho più la forza e nemmeno la voglia di alzarmi. Sono precipitata in un incubo, tutto intorno a me è buio. Sogno non c’è più. Non c’è nessuno. Anche Amalia è sparita, non è qui a farmi coraggio, a consolarmi.
Non voglio togliere le mani dagli occhi, non voglio vedere un mondo dove non c’è più Sogno.
Ma… lo sai cosa succede?
Sento una voce, sì, una voce squillante: «Ehi, è tuo questo cane?».
Tolgo le mani dagli occhi, annebbiati di lacrime, e vedo uscire dall’acqua un ragazzino grassoccio, in mutande, inzuppato d’acqua, con i capelli neri che gocciolano e un sorriso allegro negli occhi scuri. Tra le sue braccia c’è Sogno. Il mio cagnolino sembra morto… ma no, muove piano la coda! 
Scatto in piedi e grido «Sì, sì, è mio!», poi resto ferma a guardare, mezza imbambolata, il ragazzino che si avvicina e mi parla tutto allegro.
«Dai, tranquilla, si sta riprendendo. L’ho beccato giusto in tempo». Mi fa l’occhiolino, e aggiunge: «Non è che voglio tirarmela, ma io sono bravissimo a nuotare».
Con la voce ancora scossa dai singhiozzi gli sussurro: «Grazie, davvero sei stato bravissimo. Se sapessi che paura ho avuto!».
Lui mette delicatamente a terra Sogno, che fa due passi barcollando come un ubriaco e poi si ferma scrollandosi l’acqua di dosso. Mi inginocchio vicino a lui, lo abbraccio stretto stretto, mentre mi lecca il naso e le lacrime.
«Sei proprio fortunata, a me nessuno ha mai dato così tanti baci!» commenta il ragazzino, ridacchiando.

INTERVISTE

Anna non fa finta: presentazione e intervista a Cinzia de Martini

Anteprima da “Anna non fa finta” e cinque domande all’autrice

ULTIMO AGGIORNAMENTO: 31 DICEMBRE 2019 BY LIBRISTAFF

Un estratto dal libro scelto dall autore
Intervista allo scrittore

ANNA NON FA FINTA 
Edito da Armando Editore nel 2016 • Pagine: 80 • Compra su Amazon 

Anna ha quasi dodici anni e abita nella periferia di una grande città. Ha una famiglia numerosa, due sorellina gemelle, un fratello adolescente. Eppure dopo la morte della nonna si sente proprio sola. Con la fantasia si crea un mondo tutto suo dove può vivere avventure fantastiche. Un cavallo dalla criniera d’oro e una gemella un po’ brontolona le fanno compagnia, anche se riesce a vederli solo lei. I personaggi dei libri sono i suoi unici amici.

Ma poi, in un’estate magica, incontra un cane randagio e Bombo, un ragazzino nomade. Con loro entra nel mondo reale, vive avventure che la fanno toccare la felicità e il dolore. Il cagnolino rischia di annegare, il campo di Bombo viene incendiato.

Quando le sembra che tutto sia perduto, Anna scopre che i suoi genitori sono con lei, e insieme ridanno colori brillanti alla vita.

Come è nata l’idea di questo libro?

Ero costretta a restare a letto per un’operazione alla gamba, e ho iniziato a scrivere una storia per bambini. Anna si è disegnata nella mia mente, come la conoscessi da sempre. Anzi, la conosco davvero da sempre, è il mio IO bambino ma ha un corpo e una famiglia diversi dai miei. Anna sogna, divora libri, ama gli animali, vive in un mondo tutto suo. Si sente sola. E la storia si dipana, il suo cavallo immaginario si trasforma in un cagnolino vero, la sua gemella immaginaria lascia il posto a un amico vero.

Quanto è stato difficile portarlo a termine?

Ho finito di scrivere la storia in una settimana. Poi, come mi succede sempre, l’ho riletta, aggiustata, ho trasformato la narrazione dalla terza persona alla prima, l’ho fatta leggere ai miei nipoti, ho seguito i loro suggerimenti, e alla fine l’ho rivista con la mia editor. E tutto questo ha richiesto quasi un anno.

Quali sono i tuoi autori di riferimento?

Fin fin piccola leggevo tanto, e con passione. I primi libri che ricordo sono “Pattini d’argento” di Mary Mapes Dodge, “Il giardino segreto” di Frances Hodgson Burnett, “Piccole donne” di Louisa May Alcott, “Zanna bianca” di Jack London . Poi sono diventata mamma e nonna, e mi sono appassionata a Sint-Exupéry, a Roald Dahl, e a tanti altri. Ma, se devo essere onesta, il mio autore preferito resta Charles M. Schulz con i suoi Peanuts.

Dove vivi e dove hai vissuto in passato?

Ho vissuto a Milano fino a 12 anni, poi mi sono trasferita a Bareggio, poco lontano dalla mia città.

Dal punto di vista letterario, quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sto per pubblicare due romanzi: uno è il sequel di un altro mio libro,”È l’amica di Isabella”, e l’altro è la storia vera di un mio amico che è stato in carcere a San Vittore per sei mesi, agli arresti domiciliari per un anno e mezzo, prima di essere assolto nel processo.

RECENSIONI

 

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